Confessione choc di Basso: dobbiamo ridere o piangere?

C’era stato qualche segnale all’ora di pranzo, ma ancora nulla di certo su quello che sarebbe accaduto. Si diceva: “Basso sta collaborando…”. In effetti si trattava del suo legale che si era recato negli uffici dello stadio olimpico per organizzare l’incontro tra il ciclista e il capo della procura antidoping Ettore Torri.

E alla fine l’incontro c’è stato, seppur tra vicino alla folla presente al foro italico per gli internazionali di tennis, è durato quattro ore e ha visto la notizia choc della confessione di Ivan Basso. Il vincitore del Giro d’Italia 2006 ha dichiarato di essere stato coinvolto nell’Operacion Puerto.

Soltanto poche notizie ancora, l’unica certezza solo quella del coinvolgimento dell’ex corridore della Discovery Channel, squadra con la quale Basso aveva rescisso il proprio contratto soltanto pochi giorni fa. Secondo quanto detto dal legale, Basso terrà un incontro con la stampa per rendere pubblico il tutto e per fare chiarezza.

“Siamo sereni e consapevoli di avere fatto la cosa giusta”, ha detto l’avvocato del varesino, Massimo Martelli. “Se Ivan ha fatto quello che ha fatto è perchè ama il suo sport: ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che era il caso di levarsi questo peso da dosso, dalla coscienza. Non stava bene, non era sereno…”

Solitamente la giustizia sportiva premia gli atleti che confessano le proprie responsabilità, che collaborano per aiutare a capire chi e cosa c’è dietro al mondo del doping. L’ipotesi sarebbe quella dello sconto di pena, che potrebbe consentire a Basso di tornare in sella tra un anno, magari di partecipare al Giro d’Italia del 2008. L’Uci però non sembra cedere, almeno per il momento.

Soddisfazione da parte della Federazione, e del presidente della federciclismo: “Ivan ha fatto esattamente quello che tutti chiedevano a Marco Pantani e che Marco non fece: ora, ve lo chiedo a nome del ciclismo, non lasciate solo Ivan Basso”.

E voi tifosi che ne pensate? Certo è non è bello scoprire una cosa del genere per chi ha seguito le imprese di Basso attaccato alla tv, per chi ha sofferto con lui tra i tornanti del Giro, per chi ha gioito per la sua vittoria. Ma almeno Ivan è stato l’unico, almeno per adesso ad aver avuto il coraggio di ammettere le proprie responsabilità.

Anche questa, secondo me, può essere una vittoria, visto che (purtoppo si sa) parliamo di un mondo in cui forse la gente veramente pulita al 100% si conta sulle dita di una mano.

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